Specialità - Masseria dei Trianelli

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Specialità

Io e Voi


Mangiare da noi alla "MASSERIA DEI TRIANELLI" è come fare un viaggio a ritroso nel tempo, in un tempo che ormai si è perso, ma che quì da noi potrai riscoprire in quelle memorie dei gusti ancora latenti nelle nostre intimità più profonde. "SAPORI DI UN TEMPO" non molto lontano che ricordano la gioia di quelle persone che dopo una dura giornata di lavoro nei campi, ritornavano a casa stanchi ma felici, per gustarsi quelle deliziose pietanze, anche se povere, ma saggiamente equilibrate, cucinate con amore e fantasia dalle nostre nonne. Ecco, Luciano Di Meo ha vissuto  tutto questo, e dopo aver combattuto per scegliere tra una vita già largamente affermata nel mondo dello spettacolo e quella delle sue origini, ha optato per quest'ultima affinchè le persone che passano da queste parti possano condividere con lui queste semplici ma forti esperienze culinarie. Nella preparazione dei piatti c'è tutta la conoscenza dei sui antenati tramandata da genitori a figli come ha fatto nonna Cecilia, la madre di Luciano, con il figlio, così da non perdere la tradizione e le memorie di quei piatti contadini come gli antipasti composti da salumi provenienti esclusivamente dalla lavorazione delle carni del famoso "pelatello" detto (Suino di Razza Casertana) allevato in loco nella nostra azienda, ed essiccati come il nostro prosciutto nella famosa località di Pietraroia, (antico Borgo del Matese anche famoso per il rinvenimento del fossile di dinosauro Scipionyx samniticus detto Ciro) dai maestri prosciuttai conosciuti in tutto il mondo per la loro tecnica di lavorazione, il tutto accompagnato da freschissime ricottine di mucca bianca Caialifana e delicati sott'oli prodotti in casa.
Si passa poi alla decantatissima "minestra ammaritata" che richiede almeno due giorni di lavorazione tanto da sgrassarla e renderla appetibbile anche ai bambini per il suo delicato sapore, così amata da chef di fama internazionale che dopo averla assaggiata qui da noi hanno detto: "questa è nà poesia"!!!!!!!
I primi piatti esclusivamente di pasta fresca, sono conditi con un ragù indimenticabile, a detta dei nostri clienti, preparato con un misto di carne di mucca bianca caialifana, suino di razza casertana e castrato laticauda del matese, cucinato lentamente per ore in tegami di terracotta, o ancora conditi con intingoli preparati con ortaggi e i famosi formaggi di nostra produzione. Si passa poi inevitabilmente ad una grigliata di carne sempre composta dalle carni dei nostri suini di razza casertana e delle eccellenti mucche caialifane affiancata a delle stuzzicanti insalatine di misticanza rustica locale. A questo punto delizieremo il palato con una treccina di puro latte vaccino delle nostre mucche della suddetta razza che non ha  nulla da invidiare a quello di bufala in quanto a sapore ma certamente più leggera, che si può accompagnare, a richiesta, con assaggi dei nostri multipremiati formaggi come "caso peruto" a caglio vegetale (carduus marianus), "caso conciato" cagliato con caglio naturale di capretto o agnello e "caciocavallo" prodotti con segretissime ricette tramandate a Luciano dai suoi antenati. Queste pietanze verranno servite con cesti di pane lavorato con metodi antichi e farine di grano tenero locale molate a pietra impastate a mano e lievitate con criscito naturale e rigorosamente cotte in forni a legna. Finiremo con frutta di stagione  come fra le altri mele annurche,  mele limoncelle , mele rozza, pere spadone, ciliege ed altre varietà locali e dolcetti preparati con le nostre  mani il tutto innaffiato con vino casavecchia, pallagrello rosso e bianco e coda di pecora ed in ultimo un bicchierino di grappa di vinaccia dei vitigni su menzionati o limoncello fatto con infuso di limoni in parte caiatini ed in parte della località assolata e panoramica  di Punta Campanella ed altre specialità liquorose tutto esclusivamente fatto da noi. E dopo alcune ore passate a degustare queste specialità in allegria e compagnia di amici, tornando a casa, possiamo ben dire che questo viaggio ci ha portato tra passato e futuro in un luogo lontano e speciale ma profondamente e intimamente familiare.

 

Suino di Razza Casertana

Il suino di razza casertana, è una specie autoctona dalle caratteristiche uniche:
la cute di colore variabile dal grigio ardesia al nero violaceo, quasi del tutto priva di setole;
la presenza ai lati del collo di due protuberanze denominate bargigli, tettole o, in vernacolo, sciucquaglie, dallo spagnolo chocallos, ossia pendenti, orecchini;
la vigoria sessuale del verro e l'elevata attitudine materna della scrofa; il tronco schiacciato nella regione toracica e leggermente convesso lungo la - linea dorsolombare con groppa inclinata;
gli arti brevi e sottili;
l'abbondante tessuto adiposo;
la rusticità, la frugalità, l'adattabilità al pascolamento.

Allevato allo stato brado e semibrado nelle quercete, il suino di razza casertana offre lardo e carni marezzate tenere, compatte e saporite, trasformati in delizie prelibate: salsicce, soppressate, ciccioli, capicolli, coppe, lonze, salami e prosciutti sapientemente valorizzati da tradizionali ricette contadine.


Cacio Peruto

Tipico formaggio ricavato sia dal latte di capre locali;  necessita di una particolare cura in fase di stagionatura: le forme si lavano e si condiscono con aceto bianco ed olio ed infine si cospargono con la "pepenella", il timo selvatico dell'Alto Casertano. Da ricordare che per il caglio si devono utilizzare i fiori di cardo locali, raccolti tra luglio ed agosto

A rischio di estinzione fino al qualche anno fa, oggi si cerca di recuperarlo.
Si riconosce:
*  dalla crosta liscia ricoperta di foglie di timo,
*  dalla pasta bianca tenera, quasi spalmabile,
*  dall'odore di muffa pungente e penetrante,
*  dal sapore intenso, aromatico e un po' piccante.
*  stagionatura: 1 anno.


Cacio Conciato

C'è chi sostiene che il conciato romano sia il piu 'antico formaggio italiano e che a dispetto del nome risalga addirittura alla civilta' sannitica. E in effetti la tecnica di conservazione e di affinamento fa pensare a pratiche antichissime, agli albori della civilta' agropastorale. Si produce coagulando, con caglio di capretto o agnello, latte ovino e caprino.
Dopo essere pressate con le mani, salati e asciugate, le formette sono "conciate". Una tecnica prevede di lavare i formaggi con l'acqua di cottura delle pettole (una pasta fatta in casa) per poi ricoprire le forme con un intingolo di olio, aceto, piperna (timo selvatico) e peperoncino, tutto conservato in anfore di terracotta.

Il conciato è un formaggio destinato a stagionature lunghissime, da un minimo di 6 mesi a un massimo di 2 anni. Le sue caratteristiche organolettriche ricordano molto i formaggi di fossa anche se il conciato ha maggiore equilibrio e fragranza


Pallagrello

Il Pallagrello è un vitigno autoctono casertano, a bacca sia bianca sia nera, la cui provenienza risale presumibilmente all’antica Grecia. La denominazione deriva dal dialettale "u pallarell", ovvero piccola palla, riferito all’acino minuto e rotondo.
Il Pallagrello bianco e il Pallagrello nero rientrano nella Igt Terre del Volturno.
In un testo del 1759 si legge: “I vini di questa contrada sono eccellenti così bianchi come rossi, e sono de’ migliori del Regno così per loro qualità, e natura, come per la grata sensazione che risvegliano nel palato. Vanno sotto il nome di Pallarelli, e sono stimatissimi ne’ pranzi”.  

 
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